Londra peggio di Islamabad: rifiuta l’asilo politico ad Asia Bibi «per paura»

Secondo alcuni attivisti, il governo sa che ci sono troppi estremisti islamici in Inghilterra: «Temono disordini, attacchi contro le ambasciate e i civili»

Londra come Islamabad. Anzi, molto peggio. La Gran Bretagna non offrirà asilo politico ad Asia Bibi. Secondo alcuni attivisti il motivo del gran rifiuto è il timore di scatenare «disordini e problemi di sicurezza all’interno della comunità». La notizia non può lasciare indifferenti.

«INGHILTERRA NON È SICURA»

Come affermato da Wilson Chowdhry, presidente della British Pakistani Christian Association, «Londra teme che possano verificarsi attacchi contro le ambasciate e i civili» se accoglierà Asia Bibi, assolta dalle accuse di blasfemia in Pakistan dopo un calvario giudiziario lungo oltre nove anni. «È una vergogna», ha aggiunto, «che un paese con una storia così gloriosa nell’aiuto a rifugiati e richiedenti asilo non si dimostri generoso come in passato. La Gran Bretagna sarebbe stata una delle prime scelte della famiglia, ma non è più un paese sicuro per chi viene accusato di blasfemia. Siamo consapevoli che ci sono elementi estremisti in questo paese».

RUSHDIE E MALALA SÌ, ASIA BIBI NO

Diciannove deputati inglesi avevano firmato una petizione per chiedere al governo di accogliere la madre cattolica di cinque figli. Damian Green, tra i firmatari, non ha confermato il motivo dietro al rifiuto ma ha dichiarato: «Se le cose stessero veramente così, sarebbe inquietante e inaccettabile». In passato Londra ha accolto Salman Rushdie, ateo e perseguitato fin dal 1989 per la pubblicazione de I versi satanici; il governo inglese non ha avuto problemi neanche ad accogliere Malala Yousafzai, musulmana perseguitata dai talebani. Ma per la cristiana Asia Bibi non c’è posto.

CRISTIANI PERSEGUITATI

Che il Regno Unito abbia un problema di estremismo islamico non lo si scopre certo oggi. Attentati a parte, nel paese operano un centinaio di corti della sharia, i fondamentalisti controllano il 51 per cento delle moschee inglesi, a Birmingham nel 2014 è stata scoperta per caso l’operazione Trojan Horse, precisa strategia di “islamizzazione” delle scuole pubbliche della città, e i cristiani vengono perseguitati. Come in Pakistan. Incredibile il caso, raccontato da Tempi, di Nissar Hussain: inglese di origini pakistane convertito al cristianesimo e per questo perseguitato da sedici anni a Bradford, dove la lingua più parlata è l’urdu e non l’inglese. E sempre da Bradford partì l’assassino di Asad Shah, 40 anni, musulmano ahmadi (corrente ritenuta eretica dalla maggior parte dell’islam), proprietario di un piccolo negozio a Glasgow, Scozia, ucciso in pieno giorno nel suo negozio per aver augurato buona Pasqua ai cristiani.

La Gran Bretagna è anche il paese dove un pastore cristiano, Paul Song, è stato cacciato nel 2017 dal ruolo di cappellano della prigione di Brixton, sud di Londra, dall’imam e dagli estremisti islamici che governano la prigione e costringono gli altri detenuti a convertirsi all’islam in cambio di protezione.

LONDRA PEGGIO DI ISLAMABAD

Non si sa perché Londra abbia negato l’asilo ad Asia Bibi, ma la consapevolezza di non poter garantire la sua incolumità, a fronte della presenza di un numero elevato di estremisti islamici nel paese, potrebbe aver giocato un ruolo importante. Così però Londra si dimostra peggio di Islamabad. I giudici pakistani, infatti, hanno avuto il coraggio (se pur dopo nove anni) di liberare Asia Bibi e il governo pakistano, pur scendendo a patti con gli estremisti islamici, ha fatto uscire la donna di prigione nascondendola in un luogo sicuro. In attesa di farla partire verso lidi migliori, dove la sicurezza di una cristiana perseguitata per avere bevuto un bicchiere d’acqua sia garantita. Londra ha riconosciuto in modo implicito di non volere o di non essere in grado di difendere la libertà religiosa di Asia Bibi. Uno spot inquietante per tutta Europa.

Foto Ansa

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